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Il Permission Marketing applicato all’Email Marketing: dritte e suggerimenti

  • Email Marketing
  • 14 Febbraio 2019
  • Andrea Riccardi

Che cos’è il Permission Marketing? Quali benefici può portare all’Email Marketing?

Seth Godin introdusse il concetto di Permission Marketing nel 1999. E fu subito rivoluzione.

Fino ad allora la tecnica di vendita più diffusa era quella dell’Interruption Marketing. Si basava su un modello di marketing piuttosto semplice; uno o più messaggi pubblicitari si inserivano a forza nella vita dei consumatori; tuttavia, reclamando a gran voce l’attenzione dei potenziali clienti, avevano come unico risultato quello di distoglierli dalle loro attività. Tecnica di vendita obsoleta, sopravvive ancora oggi: banner, popup, video pre-roll e spot televisivi ne sono la dimostrazione.

Il messaggio diffuso da Seth Godin era di una semplicità disarmante. Muoveva le basi dal principio che i brand non avessero il diritto di disturbare i consumatori e che, prima di farlo, dovessero almeno chiedere loro il permesso (da qui l’espressione Permission Marketing). È proprio intorno a questa parola, “permesso”, che ruotava l’intera strategia. Due erano i concetti più rilevanti:

 

Se qualcuno non ti vuole più ascoltare, l’hai perso per sempre;
Il permesso è, e rimane, un privilegio: abusarne significa perderlo.

 

Sebbene sembri la strada più difficile da percorrere, a vent’anni dalla sua introduzione, il Permission Marketing continua a garantire molteplici vantaggi: da un lato consente di coinvolgere e di portare dalla propria parte i consumatori, dall’altra spinge le aziende a investire maggiormente negli owned media che, in quanto proprietari, sono gratuiti.

In conclusione, il Permission Marketing riduce i costi di conversione e aiuta a fidelizzare i clienti.

 

Il Permission Marketing applicato all’Email Marketing

L’Email Marketing è uno dei canali che ha guadagnato maggiormente dall’affermazione del Permission Marketing. Chiedere l’autorizzazione agli utenti prima di inondarli di email commerciali (a proposito, fate attenzione alla frequenza di invio) ha permesso ai brand di migliorare sia la propria reputazione online sia l’andamento delle proprie campagne.
Ricorda che l’approccio del Permission Marketing è indispensabile soprattutto se decidi di acquistare una o più mailing list online. I destinatari non si aspetteranno di ricevere da te alcuna comunicazione né ti avranno autorizzato a farlo: prima di sottoporre loro qualsiasi offerta, promozione o occasione imperdibile, chiedi il permesso di inviare loro le tue comunicazioni.

Dimostrerai rispetto nei confronti dei tuoi potenziali clienti e tutelerai la tua reputazione digitale.

7 consigli per scrivere la prima email a freddo

Quando un contatto non ti conosce ancora, la prima email acquista un valore inestimabile. Non ti basterà essere persuasivo: per portare i destinatari dalla tua parte dovrai conquistare la loro fiducia.

Nell’email di contatto non inserire offerte commerciali di nessun tipo.

Piuttosto, cerca di essere chiaro e sintetico:

  1. Scegli un oggetto che vada dritto al nocciolo della questione;
  2. Spiega chi sei e perché hai deciso di scrivere proprio a loro;
  3. Descrivi in poche righe la tua attività;
  4. Inserisci nel testo domande come “potrebbe essere interessata a ricevere maggiori informazioni?” o “possiamo ricontattarla?”;
  5. Riporta tutti i dati della tua impresa;
  6. Offri ai tuoi destinatari la possibilità di ricontattarti;
  7. Ça va sans dire: rispetta sempre la netiquette e le norme vigenti.

Andrea Riccardi

Classe 1985, racconto le imprese dal 2012. Da qualche anno, mi occupo di SEO e Search Marketing. Quando non lavoro, gioco a curling, ma questa è un'altra storia.
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