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Landing page efficace: come fare e con quali strumenti

  • Lead Generation
  • 19 Luglio 2019
  • Francesco Suriano

Crea landing page di successo per migliorare le prestazioni delle tue campagne di marketing digitale

La landing page è un punto cardine per molte strategie di web marketing. Solitamente la landing page viene creata per far atterrare l’utente (come dice il nome) in una pagina completa di tutte le informazioni necessarie, capace di ingolosire e spingere l’utente all’azione tramite delle Call to Action (lasciare un contatto o acquisto che sia).

Ora che abbiamo accennato alla sua ragione di esistere ed alle sue principali caratteristiche, vediamo come creare landing page efficaci, capaci di attrarre gli utenti e di trasformarli in clienti.

 

Caratteristiche di una landing page vincente

Per definirla vincente, una landing page deve rispecchiare alcune convenzioni consolidate nel tempo. Una buona strategia è progettare le landing page seguendo questi principi, creando un vero e proprio percorso che l’utente compie durante la lettura e lo scorrimento.

Vediamo ora quali sono questi principi che trasformano una landing page da "pagina qualsiasi" a una pagina di atterraggio efficace, per poi vedere quale dovrebbe essere la logica del percorso.

Titoli coerenti e attraenti

Quando si inizia la creazione di una landing page che dovrà generare lead, bisogna soffermarsi sullo studio dei titoli. Bisogna scegliere con cura che titoli usare e dargli una precisa gerarchia.

Per prima cosa i titoli devono invogliare l’utente a leggere il contenuto, nel fare questo bisogna però stare attenti a creare di titoli che siano coerenti con il contenuto che ne segue altrimenti invoglieremo l’utente a lasciare la pagina.

I titoli nelle landing page hanno un’altra importantissima funzione. La funzione in questione è lo scorrimento veloce della pagina da parte dell’utente. Essendo infatti di solito delle pagina abbastanza lunghe, chi ci atterra tende a scorrere velocemente leggendo qua e là per capire se davvero è interessato.

Per via dell’abitudine sopra descritta, serve creare titoli che descrivano bene il contenuto, che ne mostrino chiaramente la suddivisione e l’organizzazione e che incuriosiscano anche un po il lettore.

 

Contenuti di alta qualità

Sicuramente se lo scopo di questo tipo di pagina è generare contatti di valore, dobbiamo dare contenuti di valore. Se l’utente che arriva sulla pagina da qualsiasi fonte di traffico si dovesse trovare davanti a dei testi scritti male o carenti di informazioni, sicuramente sceglierà di cercare una risorsa migliore.

Curare quindi nei minimi dettagli la stesura dei contenuti e la loro completezza è una parte indispensabile di una landing page efficace.

Il contenuto deve fornire tutte le informazioni che servono all’utente e non lasciare alcun dubbio. Sembra banale quindi dire che se i titoli sono coerenti con il contenuto, il contenuto dovrà essere coerente con i titoli.

 

Dimostrazione di autorevolezza

Un elemento che si trova sempre nelle landing efficaci, che macinano risultati interessanti, è una dimostrazione di autorevolezza.

Con dimostrazione di autorevolezza si intende una parte di contenuto che fornisce fonti e risorse all’utente per verificare che quanto si sta sostenendo nel contenuto è corretto e sostenuto anche da altre fonti o persone autorevoli.

Questa pratica è molto utile soprattutto perché sulla pagina potrebbero atterrare molte persone che non conoscono il brand, il prodotto o il servizio che si sta offrendo.

Inoltre questa fase fa la differenza nel momento in cui l’utente deve scegliere se lasciare a te o alla concorrenza i dati della propria carta di credito.

Queste fonti possono essere lasciate sotto forma di link integrato nel testo, ad esempio spiegando cos’è l’autorevolezza di un sito web.

Diversamente possono essere indicate per esteso come ad esempio:

Se vuoi sapere cos’è la reputazione digitale, ti consiglio di leggere questo articolo…

 

Far immedesimare il lettore e usare delle leve

Se vogliamo colpire l’utente dobbiamo fargli capire se ha davvero bisogno di quanto gli stiamo offrendo ed il modo migliore, non potendo toccare con mano il prodotto, è facendogli immaginare o ricordare una situazione reale.

Un buono spunto di partenza sono le domande, si possono fare domande come: “ti è mai capitato di creare delle landing page che non generano contatti?” oppure “Ti piacerebbe aumentare il numero di contatti generati dal tuo sito web?”

In combinazione con l’immedesimarsi, è una buona pratica fare leva su delle emozioni o su dei benefici che l’utente può trarre dopo aver acquistato il prodotto o dopo aver lasciato il suo contatto.

Un esempio può essere: “diventa un esperto di landing page e lead generation” oppure “crea landing page efficaci in pochi passi, senza bisogno di conoscere alcun linguaggio di programmazione.

 

Riprova sociale

La riprova sociale è un elemento che fa la differenza. La riprova sociale è quel meccanismo che ci fa giungere alla conclusione che se anche altri hanno fatto una determinata cosa allora perchè noi non dovremmo farla.

Se vuoi studiare a fondo la riprova sociale ti consiglio comunque di andare ad approfondire partendo dallo psicologo che meglio ne ha parlato ovvero Robert Cialdini.

Per sfruttare la riprova sociale all’interno di una landing page davvero ben fatta, solitamente si integrano le recensioni di chi è già stato cliente o i commenti provenienti dai social.

Se ci si trova con un prodotto o servizio per il quale non si hanno ancora recensioni, la cosa migliore da fare è offrire ad alcune persone l’opportunità di usufruire del prodotto o servizio in maniera gratuita in cambio di una recensione sincera.

Call to action

La call to action detta CTA non deve mancare in nessuna landing page che possa essere definita tale.

Per potersi quindi definire tale, una landing page deve avere una sola CTA ma deve essere studiata e strutturata in maniera ineccepibile.

Evita che tutto il lavoro fatto per creare la landing page venga vanificato dalla CTA, usa una forma che esprima i vantaggi per l’utente e che lo invogli a lasciare i suoi dati.

Ad esempio si possono utilizzare frasi come: “Diventa anche tu un eroe della lead generation” oppure “Scopri tutto quello che c’è da sapere sull’email marketing”.

Queste pratiche vanno accompagnate da form semplici e veloci da compilare che non impediscano all’utente di raggiungere il suo risultato, quello che per altro gli abbiamo promesso sin dall’inizio della pagina.

Cosa serve? Creare form performanti in termini di lead generation! Scopri qui come.

Percorso di una landing page vincente

Ora che abbiamo visto quali sono le componenti che nelle landing page costituiscono un valore aggiunto in termini di conversioni, vediamo come dovrebbe essere strutturato il percorso che un utente deve fare nella lettura e nello scorrimento di una landing page.

 

1. Presentazione

Nella prima parte della pagina di atterraggio bisogna presentarsi e metterci la faccia. Occorre dire due parole sull’azienda o sulla persona che offre il prodotto o servizio che bisogna vendere passando per questa pagina.

2. Creazione empatia e immedesimazione

Una volta che ci si è presentati, bisogna far immedesimare il lettore. Per farlo bisogna fare delle domande o raccontare delle situazioni affini a tutte le persone che potrebbero avere bisogno di questo prodotto, così che il lettore possa capire se davvero gli è utile.

Un esempio può essere: “ti sei mai trovato a dover creare una landing page senza sapere come svilupparla e senza conoscere alcun linguaggio di programmazione?”.

 

3. Segnalazione del problema e leva sulle emozioni

Dopo che il lettore si è immedesimato nella situazione, bisogna fargli capire dov’è il problema. Metterlo quindi davanti alla situazione per la quale però stiamo per dargli la soluzione.

 

4. Soluzione

Ora che abbiamo stabilito qual’è il problema, dobbiamo dire al lettore che c’è una soluzione.

Non è ancora il momento di tirare fuori il prodotto, per ora dobbiamo solo dirgli in che modo si risolve questo problema, con quale procedura.

 

5. Autorevolezza

Per rinforzare la tesi, tranquillizzare l’utente e dimostrare che ci sono delle fondamenta in quello che abbiamo scritto fino ad ora nella landing page, è utile citare fonti autorevoli a sostegno della nostra tesi, dando l’opportunità all’utente di verificare ed approfondire.

Oltre che per tranquillizzare l’utente e per aumentare la sua fiducia nei nostri confronti, questa pratica è anche sintomo di trasparenza.

 

6. Prodotto

Questo è il momento di dire al lettore che considerato il problema, la soluzione e le fonti sopra indicate, il nostro prodotto lo può aiutare nel risolvere il suo problema, raggiungendo il suo obiettivo, ottenendo subito una gratificazione.

 

7. Riprova sociale

La riprova sociale di cui abbiamo parlato prima serve a far capire a chi sta leggendo che il prodotto funziona e risolve davvero il problema per il quale è stato proposto come soluzione.

Mostriamo quindi le recensioni, le opinioni o i commenti di clienti già soddisfatti dal nostro servizio o prodotto.

 

8. Call to action

Gli elementi ci sono tutti, sia quelli di base che i plus, le chicche da professionisti. Non resta che lanciare la Call to Action, in maniera coinvolgente e capace di ricordare all’utente il beneficio che ne trarrà.

infografica_percorso_creazione_landing_page

Con cosa creare landing page efficaci

Sai adesso quale deve essere la struttura di una pagina vincente e sai quale percorso deve completare l’utente per trasformarsi in un cliente.

Sai però come creare e quindi costruire a livello pratico la tua landing page?

Se non conosci alcun linguaggio di programmazione oppure vuoi creare delle landing page professionali, altamente funzionanti in poco tempo e con pochi semplici passaggi puoi sfruttare due funzionalità di 4Dem.

La prima è Landing Page Builder che permette appunto di generare landing page efficaci e professionali con pochi semplici passaggi grazie anche al suo editor drag and drop.

La seconda è LeadPlus, funzionalità specifica per la creazione di form di conversione.

Entrambe le funzionalità, restituiscono pagine e form responsive, quindi in grado di essere visualizzate comodamente da tutti i dispositivi.

Francesco Suriano

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