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Be4Dem — 4Dem: inviare email più efficaci

  • Email Marketing
  • 27 Luglio 2021
  • La Redazione di 4Dem
  • 5 minuti

Prosegue il nostro format webinar: Be4Dem. Un gioco di parole che indica tutto ciò che avviene prima delle DEM, ovvero la comunicazione diretta tramite email e newsletter. Tutto questo, intervistando diversi esperti del settore.

La seconda puntata del mese di luglio del nostro format Webinar: Be4Dem ha visto come ospite Diego Allegra, Head of Sales di 4Dem che ci ha raccontato come realizzare email più efficaci.

Webinar-Diego

Ciao Diego, è un piacere ospitarti per questa puntata. Raccontaci chi sei e cosa fai.

Ciao mi chiamo Diego Allegra, ormai sono anni che mi occupo di coordinare tutta l’area vendite dei vari brand gestiti da Advison Group. Coordino tutto il team vendite e sono un consulente e venditore attivo a 360° cercando le soluzioni migliori per i nostri clienti. Oggi vi parlerò di come realizzare email più efficaci.

Sono sicuro che molti degli utenti che ci seguono oggi ti conoscono e hanno già avuto modo di confrontarsi con te. Oggi facciamo una puntata speciale in cui Diego ci parlerà di come inviare email più efficaci. Abbiamo già visto di come i cookie impatteranno sul futuro del Digital marketing, oggi andremo a vedere come nel pratico aumentare l’engagement degli utenti attraverso le email. Io ti lascio la parola e metto a video la tua presentazione.

Grazie mille Nicola, iniziamo con ciò di cui si è parlato ultimamente, ovvero i cookie e proseguiremo con esempi pratici.

Che cosa succederà alla nostra privacy

Poche settimane fa Google ha annunciato che dismetterà i cookie di terze parti entro due anni, dandoci il tempo di prepararci per lavorare sempre di più sugli elementi in nostro possesso e andare a massimizzare i cookie di prima parte. I cookie sono tutte quelle informazioni direttamente scaricate sul proprio dispositivo durante la navigazione, tale da permettere il tracciamento dell’utente.

In arrivo invece a settembre con Apple e IOS 15 ci sarà un cambiamento che riguarderà la privacy, in particolare quello che sarà l’attività sui client di posta e i contenuti e le azioni che accadono dopo l’invio delle email come i tracciamenti. Questo fa capire che in un futuro prossimo bisognerà correre ai ripari perchè alcuni cambiamenti incideranno in particolar modo sulla raccolta dei dati, il tracciamento delle informazioni, la personalizzazione delle offerte e le conversioni/opportunità sul retargeting.

Dove porre maggiore attenzione

Innanzitutto bisogna fare una premessa, ovvero “Le email massive funzionano ancora?”. Questa domanda se la pongono tutti da anni, domanda a cui non vi può essere una risposta secca, il punto è: perchè no? Sicuramente non può essere l'unica attività da realizzare per il medio-lungo periodo, possono funzionare per determinate attività e canali e con determinati obiettivi, la cosa importante da fare è tenere a mente 2 importanti considerazioni: 

  • L’ADV deve essere mirato per arrivare nel posto giusto, al momento giusta, alla persona giusta;
  • Tenendo conto che è l’unico canale di comunicazione diretta, l’email può fare molto di più, sappiamo chi c’è dall’altra parte e quindi personalizzare le comunicazioni per ciascun utente.

Ciò ci fa dire che vi è la necessità di contenuti qualitativi per dare un valore aggiunto al destinatario, dare maggiore consapevolezza del brand e far sentire unico l’utente. Un altro elemento su cui lavorare sono i database di valore, il quale deve essere attivo, reattivo e partecipe. Questi due elementi, messi insieme ci permettono di inviare email più efficaci e quindi, raggiungere gli obiettivi. 

Come inviare email più efficaci

In primis la domanda che dobbiamo porci è: quanto conosciamo il nostro database, in particolare a che cosa è interessato. Il punto di partenza è segmentarlo e lavorare sui punti di accesso degli utenti che possono essere molteplici come: la richiesta di contatto, le iscrizioni alla newsletter, le landing page, email, shop, eventuali recensioni e la raccolta manuale. Queste informazioni ci permettono di conoscere, valutare e infine migliorare la nostra comunicazione. 

Il secondo step è la registrazione delle informazioni per renderle fruibili per personalizzare i contenuti che inviamo e creare dei cluster su dati dichiarati. Questo ci permette di individuare le buyer personas e crearle sulle informazioni sulla base di ciò che abbiamo raccolto. l’obiettivo finale è quello di personalizzare i contenuti che inviamo. 

Suggerimenti in base alle fonti d’ingresso

Andiamo a vedere, per ogni canale di raccolta dati, dei suggerimenti pratici:

Richiesta di contatto

Quando vado a registrare diverse informazioni, i dati anagrafici e le informazioni stesse della richiesta. Il nome e la richiesta effettuata, possono essere utilizzati per sollecitare e ricordare all’utente che cosa ha ricercato. É fondamentale quindi:

  • Inserire campi specifici che aiutino a definire i cluster, guidando l’utente con un menù a tendina;
  • Non chiedere troppe informazioni;
  • Analizzare e taggare il contenuto del messaggio del testo.

Iscrizione alla newsletter

Fondamentale non solo il form di contatto, ma anche le thank you page, ovvero una pagina web che ringrazia l’utente della sua registrazione e lavorare su delle preferenze da proporre. Preferenze che ci permettono di andare a lavorare su comunicazioni di nurturing e su argomenti specifici. Fondamentale quindi:

  • Iniziare con pochi argomenti;
  • Variare gli argomenti periodicamente e inserire quelli con maggiori interessi;
  • Se si chiede di fare una scelta, mantenere la promessa.

Landing Page

Qui prendiamo come spunto 2 Landing page. Nel primo caso la soluzione di sinistra chiede 3 informazioni in particolare con il soggetto e l’importo, nel secondo caso vi è un menù a tendina in cui vi sono diverse alternative.Landing-page

In questo caso è possibile identificare quale funziona di più, ma analizzandole possiamo notare diverse cose:

La landing page di sinistra, va a lavorare sulla variabile dell’importo e sul nome, andando a generare un contenuto generico. In questo caso la comunicazione è presa in diretta, stimolando il desiderio ed essere creativi su una banale comunicazione push. in questo caso è importante dare attenzione sull’usabilità dei form, più nurturing che push e testare la creatività per i diversi campi anagrafici.esempio-landing

Email

Studiare i comportamenti è importante, andando a lavorare sulle email, scegliendo un oggetto interessante che permetta di ottenere più aperture possibili; in particolare andando ad aggiungere contenuti editoriali diversi così da poterli linkare ad argomenti diversi, tramite l’aggiunta di link diversi. In poche parole andare a profilare gli utenti nel nostro database sulla base degli interessi che hanno dimostrato inserendo diversi tag comportamentali all’interno delle nostre comunicazioni. 

  • Scegliere tag semplici;
  • Taggare prima le aperture e poi i click;
  • Inviare almeno 2-3 volte prima di inviare una comunicazione push.

Shop

Qui non faccio esempi in quanto siamo tempestati continuamente da email relative a shop. Quello che posso consigliare è di realizzare una campagna nurturing massiva, facciamo capire che conosciamo i gusti e non inviate solo sconti, cambiamo spesso la struttura delle email per differenziare le diverse tipologie.

Recensionirecensioni

Questo è un aspetto molto interessante, prendendo l’esempio, questa compagnia di car sharing ha inviato una email di richiesta di feedback, in cui richiede il numero di auto nel nucleo familiare dell’utente. Concentrandosi su quelli che hanno inserito i campi 0-1, in quanto vi è maggiore probabilità che facciano richiesta del servizio offerto dall’azienda. 

  • Attenzione ai questionari troppo lunghi;
  • Evitare risposte aperte;
  • Dare qualcosa in cambio per incentivare la compilazione della recensione. 

Raccolta manuale

Qui l’aspetto più importante è quello di creare relazioni con l’utente. Lavorare sul digitale non basta, bisogna creare relazione, quella umana per favorire la fidelizzazione e la creazione di un rapporto con l’utente. 

  • Formare il proprio personale che è a contatto con gli utenti;
  • Dotarsi di strumenti per la raccolta in digitale;
  • Non trattare la raccolta come un’intervista.

2 aspetti da non sottovalutare

2 aspetti da non sottovalutare assolutamente sono:

  • Timing di invio: se è stato deciso di realizzare dei cluster di invio, testare il quando inviare ogni comunicazione personalizzata può aiutare a comprendere il miglior momento in cui inviare le diverse comunicazioni.
  • Definire chi fa che cosa: il team fa la differenza, dividere le diverse attività da svolgere all’interno dei componenti del team (analisi dati, copy, grafica) così da migliorare il tempo e le risorse.

Consigli finali

Ecco alcuni consigli finali per l’invio di email più efficaci: 

  • Dotarsi di strumenti che permettano l’integrazione e l'analisi dei dati;
  • Iniziare con attività semplici, l’importante è iniziare;Fissare obiettivi numerici (KPI) e misurare prima di cambiare strategia. 

 

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