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Be4Dem – Staffmillennium: tutto quello che puoi misurare, puoi migliorarlo e scalarlo

Per questa puntata di Be4DEM abbiamo intervistato Alessandro Marchetti che ci ha parlato dell’esperienza di Staffmillennium in merito ai KPI nel settore eventi.

I progetti di marketing a volte partono da certezze legate al settore di mercato e ai dati dei competitor. Quali sono i dati che solitamente ritieni opportuno misurare in fase di analisi iniziale?

Solitamente, noi di staffmillennium, cerchiamo di far capire al potenziale cliente, che l’analisi di mercato appunto, è determinante per impostare una corretta strategia.

Non essere guidati dai dati è come guidare senza gps: forse arriverai alla meta, ma dovrai sbagliare, fare domande (al mercato) e probabilmente arriverai più tardi degli altri.

Quando analizziamo i business manager o i dati Google dei clienti, che dobbiamo conoscere lato campagne sono il CPM, il CPA il costo per lead, ma è importante capire anche i dati di interazione dei profili social per capire se il brand ha un seguito o no.

Lato SEO i volumi di traffico sono importanti se correlati alla frequenza di rimbalzo e al tipo di ricerca che viene fatto. Avere tanto pubblico ma sporco, serve solo a portali generalisti che devono vendere spazi pubblicitari.

Ad oggi, le aziende sono in grado di definire una strategia partendo dai KPI?

La maggior parte delle aziende con cui ci interfacciamo, lascia a noi il compito di impostare strategie. Sanno più o meno che obbiettivi vogliono raggiungere ma non come farlo.

Chi ha più esperienza in ambito digital e un responsabile marketing formato, riesce a darti KPI più chiari e tracciare meglio l’andamento delle azioni e sinceramente si riesce a lavorare meglio.

Secondo la tua esperienza, quali sono in linea generale i KPI da monitorare costantemente per la gestione di un progetto marketing?

Sia per traffico payed che organico, credo che le metriche più importanti riguardino i tassi di conversione (sia vendita prodotti che acquisizione lead), ma soprattutto misurare il ROI di determinate azioni marketing.

Questo comporta l’analisi di ogni singola attività e vi chiedo: che senso ha spendere tempo e denaro per dei piani editoriali che non interessano o delle newsletter stupende con tassi di apertura bassissimi?

Forse sarebbe meglio concentrarsi su quello che banalmente ci rende di più e che è di più facile fruizione per l’utente.

E’ anche importante capire se il nostro traffico è qualificato adottando un crm: chi ci sta visistando? In che fase del funnel è? E’ pronto a comprare? Comprerà una volta sola o diventerà un cliente ricorrente?

KPI

Voi vi occupate anche di eventi. Quali sono i KPI fondamentali per questo settore?

Occupandoci principalmente di servizi per eventi, il nostro cliente non è il pubblico finale ma l’azienda o l’amministrazione che ci delega per la realizzazione dell’evento.

Premesso che tutto debba funzionare perfettamente, tendenzialmente se gli ospiti vivranno un’esperienza piacevole, porteranno dei feedback positivi al nostro cliente, che di conseguenza sarà felice e noi avremo fatto centro.

In alcuni eventi in cui abbiamo curato la produzione, i KPI sono i ticket venduti e di conseguenza il ROI, anche se a volte anche pareggiare i costi può essere un successo se si stanno costruendo dei progetti che richiedono anni per affermarsi.

Nel caso di un evento gratuito, l’affluenza e la partecipazione sono il dato principe.

In entrambi i casi non è da sottovalutare il feedback del pubblico su come ha vissuto l’esperienza, che può essere orribile anche se vai ad ascoltare il tuo artista preferito.

Quali sono i 5 errori comuni che fanno le aziende quando si parla di KPI?

1) Pensare che i like sui social siano una metrica fondamentale;

2) Pensare che un lead pagato 100€ sia troppo, quando magari te ne produce 10.000 nel tempo;

3) Sottovalutare l’open e il click rate delle Dem;

4) Non avere i tracciamenti installati correttamente;

5) Non avere chiari i KPI. Molte aziende partono con idee confuse e una scarsa consapevolezza del proprio valore sul mercato, con pretese per le quali servono degli step intermedi.

Hai dei consigli particolari da dare a chi sta per iniziare un progetto di comunicazione?

Io consiglio sempre da partire da un’analisi di mercato di dati, benchmark e microdati, sia se si è già presenti sul mercato sia se si vuole affrontarne uno nuovo.

Credo proprio sia necessaria, anche nel piccolo e con i mezzi che si hanno a disposizione, che francamente oggi, anche gratis, sono tantissimi. Ovviamente meglio farlo fare a professionisti.

Anche lato SEO, noi non cominciamo quasi mai un progetto di un sito nuovo senza un’analisi SEO approfondita, che ci permette di avere l’alberatura precisa del sito e i testi che si dovranno produrre. Sono le fondamenta del sito, impossibile rinunciarci se non si vuole che il sito sia visitato solo da chi vi conosce.

 

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